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September 28 riposa in pace27 settembre 1986 disgrazia nel mondo della musica un corpo giaceva sul ciglio della strada un'anima lo lasciava facendo compagnia a Dimmebag Darrell, Kurt Cobain, Jim Morrison, Freddie Merqury, Jimi Hendrix... ...tutti nomi che hanno fatto la storia.... un altro nome l'ha fatta suonando in una delle migliori band del metal i METALLICA Cliff Burton voglio raccontarvi la sua storia Clifford Lee Burton nacque alle 21:38 del 10 febbraio 1962 da Jan e Ray Burton. Il padre Ray, nativo del Tennessee, lavorava come assistente stradale nella San Francisco Bay Area, mentre la madre Jan era originaria della California e lavorava per il distretto scolastico di Castro Valley, la città di residenza della famiglia Burton, come assistente di bambini con problemi fisici o mentali. La famiglia, oltre a Clifford, aveva avuto altri due figli, Scott e Connie, entrambi più grandi del futuro bassista. Cliff trascorse un' infanzia felice. All'età di sei anni si avvicinò, spinto dal padre, al mondo della musica classica e iniziò a prendere lezioni di pianoforte. Clifford affiancò lo studio della musica, in cui si applicò con abnegazione, allo sport, giocando nel campionato amatoriale di baseball, il Little League baseball, con la società sportiva della sua città, la Castro Valley Auto House. Nel 1976, all'età di 14 anni, Cliff abbandonò, grazie alla spinta di alcuni suoi amici, lo studio della musica classica per avvicinarsi al jazz e al primo heavy metal. Affascinato da queste sonorità, così diverse dalla musica a cui era abituato, decise di abbandonare definitivamente gli studi di pianoforte per iniziare a suonare il basso. Imparò a suonare lo strumento in breve tempo, grazie anche alle lezioni private tenute dal maestro Steve Hamady, e, migliorando di giorno in giorno, Cliff decise di unirsi ad alcune piccole band locali (gli Agents of Misfortune, nati da una storpiatura del celebre album dei Blue Öyster Cult, e gli EZ Street), venendo a contatto con nuove influenze e stili. Secondo quanto affermato dai suoi genitori in un intervista, il giovane Cliff aveva una cura maniacale in ogni dettaglio e passava circa sei ore al giorno, tra lezioni e prove con i suoi gruppi, perfezionando la sua abilità e il suo stile. Burton aveva intanto iniziato da alcuni anni a lavorare in un'azienda di noleggio di Castro Valley, chiamata Castro Valley Rentals, per mantenere le spese legate al suo strumento, e si era diplomato alla Castro Valley High School. Nel 1980 abbandonò le lezioni private per iscriversi ai corsi di musica del Napa Valley Junior College della California del Nord. Sempre nel 1980 Cliff Burton si unì alla blues rock band Trauma, un giovane gruppo già affermato nella Bay Area sia per le qualità musicali che per le esibizioni live, capaci di intrattenere il pubblico attraverso movimenti sul palco e giochi pirotecnici all'insegna della massima spettacolarità. Grazie allo stile glamour e altamente scenico dei suoi compagni di band, Cliff riuscì a carpire nuove influenze musicali e ad assimilare diverse tecniche da sfruttare nelle sue linee di basso. Nei Trauma Cliff fu certamente uno dei membri che si distinsero maggiormente per talento e presenza on stage, caratterizzata da prolungati e scatenati headbanging, valorizzati dai suoi lunghi capelli rossi. Il gruppo non pubblicò mai nessun album e gli unici prodotti giunti fino ai nostri giorni sono solo alcuni demo. Una delle loro canzoni più famose rimase "Such A Shame", traccia ascoltabile nella rara raccolta della Metal Blade Records, Metal Massacre II. I Trauma si sciolsero nel 1982 quando Cliff, divenuto ormai icona del gruppo, lasciò la band dopo aver accettato la proposta di diventare bassista della thrash metal band Metallica. Il 1986 fu un anno pieno di eventi per i Metallica: venne pubblicato il terzo album del gruppo, iniziò il lungo tour negli Stati Uniti al fianco di Ozzy Osbourne e James Hetfield si ruppe il braccio sinistro in un incidente. Dopo il tour negli USA, la band venne contattata per una tournee in Europa. Il 26 settembre i Metallica si esibirono a Stoccolma, Svezia. Lo show fu un successo, grazie anche al ritorno di James alla chitarra dopo diversi mesi di assenza e a Cliff Burton che si esibì prima in un inedito assolo di basso melodico e poi "Star Spangled Banner" (l'inno nazionale USA). Quella notte sembrò che nulla potesse fermare la potente macchina dei Metallica. Il 27 settembre 1986, durante un viaggio sul bus ufficiale del tour Europeo, nei pressi della cittadina di Ljungby, in Svezia, Burton e Kirk Hammett, giunta ormai la sera, decisero di giocarsi a carte il posto nel letto a castello del loro bus. Il vincente avrebbe dormito vicino al finestrino, il perdente dal lato opposto. Burton vinse e dormì nel posto più prestigioso. Durante la notte l'autista del bus perse il controllo del mezzo, forse a causa di una lastra di ghiaccio sull'asfalto (o a causa dell'abuso di alcol, come molti sostennero). Ormai fuori controllo, il grosso veicolo continuò la sua corsa in un tratto d'erba per poi ribaltarsi. Dalle lamiere contorte uscì per primo lo stesso autista, seguito da James Hetfield e Kirk Hammett, che avevano qualche piccola abrasione sul corpo, e, infine, Lars Ulrich che aveva un alluce fratturato. Accortisi della mancanza di Cliff, i Metallica si spostarono sul retro del mezzo e lì videro uno spettacolo raccapricciante. Dopo la morte di Burton, i Metallica pubblicarono l'album ...And Justice for All (1988). Il disco fu interamente dedicato al defunto bassista, in particolare, la traccia "To Live Is To Die" fu intitolata dai musicisti a Burton, essendo l'ultima a cui dette il suo contributo compositivo; infatti, oltre alla parte musicale, Cliff scrisse anche le poche parole che compongono il testo, ultime frasi scritte dal bassista prima del tragico incidente. CLIFF'EM ALL ...and justice for him
...RIPOSA IN PACE... September 16 buon compleannooggi oltre ad essere il nostro mesiversario è anche il tuo compleanno sono passati sette mesi i sette mesi più belli della mia vita come potrò mai scordare quello che ho passato e che passerò con te? sei tutta la mia vita tanti auguri amore mio 19 anni! TI AMO DA IMPAZZIRE!! voglio stare per sempre con te ti amo enzo September 14 figli dei dannatiCammina come un bambinetto ma guarda i suoi occhi ti incendiano Buchi neri nel suo sguardo dorato Dio sa che vuole tornare a casa Figli dei dannati, Figli dei dannati Figli dei dannati, Figli dei dannati Cammina come un morto se avesse vissuto ci avrebbe crocifissi tutti quanti Ora è fermo nel suo ultimo passo ha pensato all’oblio che ci attira tutti Figli dei dannati, Figli dei dannati Figli dei dannati, Figli dei dannati Ora gli sta bruciando le mani si mette a ridere Sorride mentre le fiamme gli bruciano la carne Struggente il suo volto gridando di dolore Si ritira la pelle dai suoi occhi Guardalo morire secondo quanto previsto È polvere al suolo, cos’abbiamo imparato? Siete figli dei dannati avete le spalle al muro bruciate nella notte Siete figli dei dannati li guardate bruciare come candele Bruciare nella luce brucerete ancora stanotte Figli dei dannati IRON MAIDEN September 12 Adesso sì che sono 17Sono nata il 12 settembre del 1991 alle 4 di notte...pesavo 3,5 kg ed ero lunga 55 cm un vero record! (La media dei maschi è di 54 invece per le femmine è di meno)..era una notte fredda e piovosa..appena nata dormivo quasi sempre e mangiavo come un bue...fu mio padre a scegliere il mio nome...Giulia...ora sono passati 17 anni bè mangio ancora come un bue:):)però posso dire che la mia vita va benissimo com'è adesso..e spero che i prossimi anni lo sia ancora di più... September 10 Il mio compleannoIn questi giorni sono stata un pò giù di morale..volevo cancellare il mio mondo..ma ci ho riflettuto..non posso cancellare me stessa..questo blog rappresenta me stessa...non posso più collegarmi con il computer...non sò dove sia...dopodomani è il mio compleanno...12 settembre...anche se in anticipo vi ringrazio per gli auguri che mi farete..non sò se potrò collegarmi..vi ringrazio di cuore..vostra Slayer September 02 il giardino segreto![]() Quel luogo nascosto oltre il mio pensiero
..il mio rifugio..
dove la mia mente veniva catturata dalla sua magnificienza
il giardino
lo ricordo ancora
il mio angolo di meditazione
dove la natura procedeva con il suo corso di vita...
pura bellezza si rifletteva nei miei occhi
la chiave ben nascosta nel cespuglio di biancospino...
ricordo come se fosse stato ieri
aspettavo questo momento da mesi
giorni
volevo che il tempo scorresse più velocemente
varcai la soglia oltre l'edera
sentivo l'erba verde sotto di me
morbida e candida come una piuma libera nell'aria
il terreno umidiccio per la pioggia della scorsa notte...
con un dito sfiorai i petali delle bianche orchidee
il loro profumo ancora adesso mi fanno venire in mente ricordi ormai passati
...accanto ad esse...
si posano le violette...
piccoli e simpatici fiorellini
che rallegrano le mie giornate
a piccoli passi raggiunsi la parte migliore del giardino...
...il tempio delle rose...
ricordo quando creai quel piccolo spazio della bontà
trovai un piccolo seme marroncino
lo posai delicatamente nella terra
il giorno dopo vidi una rosa rossa nel punto in cui misi quel semino il giorno precedente
col passare del tempo fino adesso
trovai altre rose
una più bella dalle altre
...meravigliose...
i miei fiori preferiti
...delicate...
ma forti alle radici...
le loro spine difendono la loro bellezza...
ne raccolsi una facendo attenzione a non ferirmi
la portai al mio naso per adorare il suo profumo intenso
la sua essensa più profonda
oh...incantata da questo umile odore
maestoso...
...aldilà del tempio..
scorsi la panchina di marmo bianco sotto la grande quercia
mi avvicinai cautamente ad essa...
con una veloce occhiata
fissai il laghetto
vedevo i pesciolini rossi danzare nelle acque azzurre...
dolci creature...
mi sedetti sulla pietra fredda
al contatto sentì freddo
...e rividi quel viso...
un flashback imminente
quel viso scolpito dagli angeli
come potrei mai scordarlo...
quella chioma dorata dal colore del grano
quegli occhi...pietre incastonate brillanti...
quella mano...
appoggiata sulla mia..
il suo calore mi attraversava...
oh amore mio...
vorrei tornare a quel giorno
ogni giorno quando varco la soglia di questo luogo solitario e celato
all'oscuro da tutto e da tutti
mi cogliesti una rosa dal tempio...
le tue labbra erano dello stesso colore..
dello stesso odore...
quel bacio..
lungo e passionale..
dettato dal sentimento che mi ofuscava il mio cuore
ormai catturato dalla tua bellezza e dal tuo amore...
aprì gli occhi...
e rividi solo il giardino
il paradiso...
quelle rose che riflettevano i miei pensieri...
i miei ricordi...
le spine..
il dolore...
la sofferenza...
senza accorgemene
strinsi talmente forte gambo del fiore che tenevo in mano...
da tagliarmi il palmp...vedevo il mio sangue scorrere lentamente
posarsi delicatamente su alcuni petali
eccola
la sofferenza
riuscivo a scorgerla facilmente in quel giardino
sangue...
il re del regno fiorente...
il giardino segreto..
il nostro...
...ti amo...
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